Questioni importantissime
Elezioni? Recessione U.S.A.? Olimpiadi cinesi? Darfur?
Macchè!
L’avvenimento che tiene banco ovunque è un altro, e molto più importante, se permettete.
Flickr ha dato la possibilità di caricare i video oltre alle foto.
Cosa che potrebbe far cadere il governo già martedì, stando ai più quotati analisti politici.
Infatti imperversano campagne, petizioni e lamentele sui vari gruppi Flickr e sui blog per fermare questo scempio che mina di sicuro la qualità delle opere d’arte presenti sotto forma di immagine.
Certo, chi ha almeno una foto su Flickr non si considera automaticamente artista: deve avere quella foto in Explore. Allora sì che è un vero artista a tutti gli effetti, con pieno diritto di tirarsela e farsi venire le sue crisi isteriche.
Peccato che per ora solo i pro (che non sta per professionisti, ma solo per pirla che hanno pagato Flickr per avere spazio illimitato per 1 anno) possano fruire di questa nefasta funzione.
E peccato che le millemila persone che ottengono miliardi di visite e fav perchè fanno una foto scrausa ai propri piedi col cellulare rotto, non siano tra gli “eletti”.
Sarà forse per quello che sentono snaturato Flickr con l’avvento dei filmati?
Addirittura ci sono le frasette precompilate (in inglese, usate da chi non sa nemmeno leggerle) che avvertono in modo “polite” che elimineranno dai propri contatti chi si azzarderà a caricare un solo filmato.
Quasi è utile specificare che non saranno filmati di Bin Laden che minaccia l’occidente, casomai fosse quella la paura.
“C’è già Youtube! C’è già Google Video!”, urlano gli integralisti di Flickr (che non pagano una lira e sfruttano la banda, BTW).
In effetti è parecchio legittimo chiedersi se veramente c’era bisogno di un ennesimo servizio di video sharing.
Ma a quel punto è giusto chiedersi a che cazzo serve il 90% del web 2.0, visto che sono tutte copie di copie di servizi che magari dopo aver dato spunto agli altri non esistono nemmeno più.
Quindi il mio pensiero ufficile sul caso Flickr video è: ’sti cazzi!!
Ma tant’è, il popolo (bue) delle iniziative a costo zero che fanno figo (free Burma, free Tibet, fiaccolate, censura su Flickr, leggi sull’editoria, censura di Wikipedia, ecc…), se non ha una nuova iniziativa al mese per rompere i coglioni al prossimo, non è contento.
Liberi di farlo, per carità, ma siate consapevoli che rompete i coglioni al prossimo. Come li rompevano le mail sui bambini malati, i gattini sottovetro, la vacche senza zampe di McDonald e altre amene catene simili.
Come dite? Eravate voi a mandare quelle mail?
Bene, allora sapete cosa vi dico?
No, non lo dico: indovinate!
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