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È arrivato il Transformer

Spinto dalla curiosità, dall’aver provato iPad 1 e 2, e dal puro sfizio tecnologico ho comprato un Eee Pad Transformer della Asus. L’ho preso su Ebay, dove l’ho trovato per 399 euro compreso di tastiera.

Qui di seguito le prime e seconde impressioni del primo giorno in cui l’ho potuto tenere tra le mani (al solito il viaggio del “piccolo” è stato avventuroso, grazie a Bartolini).

Unpacking

La scatola è di cartoncino rigido, grigia scura sfumata, satinata e con l’immagine dell’ EeePad a colori in rilievo.
Tagliati i due sigilli e aperta, la scatola mostra subito il Pad con lo schermo verso l’alto, avvolto in una plastica trasparente rigida con l’aletta per sollevarlo e per spacchettarlo (la plastica era rigata al centro e ho perso dieci anni di vita prima di riuscire a capire che non fosse il vetro del tablet). Subito sotto, avvolta nello stesso modo, c’è la tastiera/docking station. Sotto ancora, una bustina con il certificato di garanzia e i manuali utente di Pad e docking station. Per ultimi alimentatore, adattatore per le prese italiane e cavetto usb.

Partendo dal fondo direi che il cavetto usb avrebbero potuto farlo un pochino più lungo (è solo 50 cm.) e magari un classico usb>mini usb, invece di metterci l’ennesimo connettore proprietario. E l’alimentatore scalda tantissimo!

La docking station è praticamente la tastiera di un Eee PC, con qualche tasto in più e curata molto ma molto meglio. A differenza del netbook, infatti, questo apparecchio è curato e rifinito molto bene, non scricchiola in nessun punto e i tasti non muovono sotto le dita. Oltre la tastiera c’è l’alloggiamento per il Pad, in cui il tablet scivola giusto fino al click di fondo. Pensavo che l’accoppiamento tra le due parti sarebbe stato il punto debole di tutto l’ambaradan e invece pare molto saldo, impossibile da inserire in modo non corretto e impossibile da rovinare in qualche piccola parte (lamelle, piedini, ecc.).
Intorno ai bordi della tastiera troviamo due prese usb 2.0, lo slot per le card e la presa per l’alimentatore.

Passando al Pad troviamo, ovviamente, di più.
Innanzitutto c’è il pulsante di accensione/spegnimento/stand-by (come specificato sul manuale: pressione di 2 secondi per accenderlo e di mezzo secondo per spegnerlo, mentre una semplice pressione attiva e disattiva lo stand-by), poi il pulsante del volume, la presa jack per le cuffie/microfono, l’uscita HDMI e lo slot per le schede microSD. Il cavetto si inserisce nella fessura centrale delle tre sul lato inferiore. Le altre due servono per inserire il Pad nella docking station.

Sulla cornice superiore è presente una video/fotocamera da 2 megapixel e sul lato posteriore una da 5.

Utilizzo

Al primo avvio parte la configurazione automatica, tipica dei terminali Android ma, a differenza dei telefoni, consta solo nell’inserimento del proprio Google account. Quindi l’Eee Pad cercherà le reti wifi disponibili e ci si connetterà a richiesta.
Immediatamente vengono cercati gli aggiornamenti e, come nel mio caso, scaricati senza chiedere conferme.
Pare impossibile anche rifiutarsi di installarli, come invece ho potuto fare sull’HTC Desire.

L’utilizzo del dispositivo è assolutamente elementare, soprattutto per chi ha già maeggiato un qualsiasi terminale Android, il tocco sull’interfaccia touch è preciso e rapido e il movimento è fluido.
La risoluzione dello schermo e il vetro di ottima qualità permettono di vedere le immagini con colori spettacolari e una definizione veramente impressionante.

La parte che mi fa sempre un po’ paura, nei dispositivi touch, è la tastiera. In questo caso la paura è assolutamente infondata perché, nonostante la mancanza del feedback aptico (sostituito da un poco credibile suono di macchina da scrivere al tocco dei tasti virtuali), la scrittura è facile e scorrevole, con tasti grandi e ben posizionati: nonostante i 10,1″ è possibile scrivere comodamente con due dita tenedo il Pad in verticale (appoggiandolo è possibile scrivere con tutte le dita, per chi è capace).

La nota dolente, invece, è data dalla docking station. Nonostante l’accoppiamento perfetto, il primo problema che salta agli occhi è l’impossibilità di usare una tastiera con layout italiano, anche se viene impostata così di default. Il problema è stato risolto dall’aggiornamento scaricato automaticamente, ma mi è sembrata una grossa mancanza. Altra mancanza è quella del fuso orario italiano, per cui bisogna sceglierne un altro compatibile, altrimenti l’Eee Pad resta indietro due ore, non appena lo si collega alla docking.

Gli altri problemi di eccessivo consumo di batteria citati spesso nei forum, probabilmente li incontrerò più avanti, quindi per ora non mi pronuncio.

Per quanto riguarda l’utilizzo di schede esterne (ho provato solo la microSD) si verifica un altro problema: sono accessibili solo attraverso l’applicazione Gestione file e non attraverso i file manager di terze parti, tipo ES Gestore file, e non è possibile formattare la scheda.

Per ora non ho ancora provato il lettore di schede e le USB della base, nè l’uscita HDMI, cosa che farò sicuramente nei prossimi giorni.


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