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Stasera doveva essere dedicata alla ricarica della cartuccia del nero della stampante, che tanto ne avrebbe bisogno… Cose da sabato sera, insomma… Chi non ricarica la cartuccia del nero il sabato sera? Quella del colore si può farla qualsiasi giorno, ma il nero va al sabato: d’altra parte è più elegante il nero, va bene su tutto, e soprattutto va bene per uscire…

E invece niente ricarica… Perchè il braccinocorto che è in me (quello che spreme il dentifricio fino a farsi uscire il sangue dalle dita, quello che aggiunge acqua nello shampoo perchè “fa ancora un po’ di schiuma”, quello che taglia l’eccedenza non usata dai fogli A4 per riutilizzarla come blocco notes) tende a voler aspettare ancora un po’, perchè comunque stampa ancora, incurante del perentorio messaggio (vocale) della stampante che si lamenta di avere una cartuccia scarica. Cazzo ne sai tu, sei solo una stampante! E anche se hai la voce suadente non m’incanti: la cartuccia te la cambio quando non stampi più. E nemmeno con una nuova originale, te la ricarico e basta!

Già, perchè ho comprato il kit di ricarica con i flaconi di inchiostro 4 colori e le debite siringhe (siringhe qualsiasi, con tanto di ago), ho scaricato le istruzioni dal sito, ho predisposto i guanti in lattice e il giornale vecchio per non fare i soliti casini sul tappeto moquettescente di camera mia.

L’unica cosa che manca è la voglia…

Come sempre…

E quindi ho finito per cazzeggiare e sono capitato su uno di quei siti che generano nomi strani: Rum and monkey e ho scoperto il mio “nome giapponese” (da qui il titolo del post): Yamashita Taiki.

Che culo, verrebbe da dire…


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